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Plastificante
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Un mwawplastificante è un additivo che migliora la mwbaplasticità o mwbqfluidità del materiale a cui viene aggiunto. Plastificanti vengono aggiunti a mwbgmaterie plastiche, mwbwcementi, mwcacalcestruzzi, mwcqintonaci e mwcggessi. Alcune sostanze plastificanti sono usate sia per le plastiche che per i cementi, ma l'effetto che producono è leggermente differente.

I plastificanti per cementi vengono usati per ammorbidirli finché sono freschi, migliorandone la lavorabilità, senza che necessariamente vengano alterate le proprietà del cemento dopo l'essiccamento.

I plastificanti per intonaci migliorano la stendibilità della miscela e permettono di usare meno acqua, rendendo più rapida l'asciugatura.

I plastificanti per le materie plastiche vengono invece impiegati per aumentare la flessibilità e la lavorabilità dei polimeri.

Contents

Ftalati
Note

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Per i cementi

I mweqsuperplastificanti o mwegdisperdenti sono miscele chimichecite-ref-1[1] aggiunte alle miscele di cemento per migliorarne la lavorabilità. Questo permette di limitare la quantità di acqua da aggiungere al cemento, migliorandone la tenacia.

Sono generalmente prodotti da mwgaligninsolfonato, un sottoprodotto dell'industria mwgqcartaria. Altri superplastificanti sono prodotti da naftalensolfonati condensati o da mwggmelammina solfonata e mwgwformaldeide. Devono la loro azione disperdente alla loro natura di polimeri organici recanti un'elevata quantità di cariche elettriche negative: avvolgendosi attorno alle particelle di cemento, fanno sì che queste si respingano a vicenda.

Disperdenti di concezione più recente sono gli eteri policarbossilati (PCE), la cui azione non si basa sulla repulsione elettrostatica, ma sulla repulsione mwhqsterica.

Nell'mwhwantica Roma, i plastificanti in uso erano latte, grasso e sangue animalicite-ref-2[2].

Per le materie plastiche

Nel caso delle materie plastiche, un mwjgplastificante è una sostanza aggiunta ad un mwjwpolimero per diminuirne la rigidità in modo da consentirne la lavorazione a mwkatemperatura ambiente o a temperature sufficientemente basse tali da non rischiare la degradazione termica del polimero durante la lavorazione.

Esistono numerose classi di sostanze plastificanti, la scelta della sostanza da impiegare dipende dal polimero cui va aggiunta e dal tipo di applicazione finale cui la mwkgmateria plastica è destinata.

Una sostanza plastificante deve essere completamente miscibile con il polimero, in modo che si incorpori stabilmente e in maniera omogenea nella sua massa e non tenda col tempo a migrare verso la superficie della materia plastica (fenomeno noto col nome di "essudazione"). Deve altresì essere poco o nulla mwlavolatile perché lasciando la materia plastica, verrebbe meno il suo effetto; per la stessa ragione occorre anche che la sostanza plastificante resista all'effetto di mwlqestrazione che potrebbero esercitare i liquidi con cui la materia plastica verrà a contatto durante l'utilizzo del manufatto (ad esempio, un contenitore per bevande o alimenti).

La sostanza plastificante deve inoltre essere chimicamente inerte nei confronti del polimero (ovvero non mwlwreagire con esso), deve essere chimicamente stabile per resistere all'azione del mwmacalore e della mwmqluce, non deve subire facilmente reazioni di mwmgidrolisi o mwmwossidazione da parte dell'umidità o dell'mwnaossigeno ambientali, non deve essere infiammabile - spesso l'aggiunta di un plastificante serve anche a rendere meno infiammabile il polimero stesso - elettricamente isolante, inodore e incolore, quest'ultimo requisito è indispensabile se la materia plastica è destinata alla produzione di mwnqpellicole o manufatti trasparenti.

Le sostanze plastificanti e le loro miscele sono moltissime, la loro individuazione e messa a punto è continuo oggetto di ricerca nell'industria; si elencano di seguito alcune classi principali, senza alcuna pretesa di esaustività.

Fosfati organici

Gli mwoqesteri organici dell'mwogacido fosforico sono forse la categoria di plastificanti tecnologicamente più anziana; sono apprezzati per la scarsa volatilità e per la loro non infiammabilità.

• tri-2-etilesilfosfato o triottilfosfato
• trifenilfosfato
• tricresilfosfato
• cresildifenilfosfato

Ftalati

Esteri dell'mwsaacido ftalico.

• mwswdimetilftalato, dietilftalato
• dibutilftalato
• diamilftalato
• mwugdi-2-etilesilftalato o diottilftalato
• dicaprilftalato
• diallilftalato
• cicloesilftalato e dimetilcicloesilftalato
• dimetossietilftalato e dibutossietilftalato

Adipati, sebacati, esteri degli acidi grassi

Esteri dell'mwyqacido adipico, dell'mwygacido sebacico e di altri mwywacidi grassi.

• adipato di butile
• mwaaadipato di 2-etilesile o adipato di ottile
• adipato di dicicloesile, adipato di metilcicloesile
• sebacato di butile
• sebacato di 2-etilesile o sebacato di ottile
• sebacato di benzile
• stearato di amile

Esteri della glicerina

• diacetato di glicerile

Note

cite-note-11. Cement Admixture Association mwgamwgqmwggCopia archiviata, su mwgwadmixtures.org.uk. mwhaURL consultato il 2 aprile 2008 mwhq(archiviato dall'mwhgurl originale il 16 marzo 2008)., 02.04.2008
cite-note-22. mwigmwiwmwjaCemex Mortars, p. 6 (mwjqmwjgPDF), su mwjwcemex.co.uk mwka(archiviato dall'mwkqurl originale il 7 dicembre 2012).

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su plastificante

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) plasticizer, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.